Fiume o morte!
Le voci degli abitanti della Fiume contemporanea ci conducono attraverso i sedici mesi dell’occupazione della città da parte del celebre poeta Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari. Componendo in modo originale immagini d’archivio dell’epoca e una rappresentazione teatrale che ha come protagonisti gli attuali abitanti della città, il regista fiumano Igor Bezinović fa rivivere nello spazio pubblico della moderna Rijeka un periodo in cui la cittadina croata ha vissuto una trasformazione inaspettata. Fiume o morte! è un lungometraggio documentario che racconta quanto la memoria sia inaffidabile, la realtà una costruzione sociale e il presente una chiave fondamentale per comprendere il futuro.
Note di regia
Ho iniziato a immaginare Fiume o morte! nel 2015, il che significa che questa idea mi accompagna da quasi dieci anni. Ho 41 anni e ho cominciato a lavorarci quando ne avevo 31. Oggi, i miei pensieri, le mie emozioni e le mie esperienze hanno preso forma in un film di 112 minuti, che non vedo l’ora di presentare al mondo.
Realizzando questo film, volevo conoscere meglio il passato della mia città natale, Rijeka/Fiume, ma anche comprendere il suo stato attuale da una nuova prospettiva. Durante questo percorso, ho incontrato centinaia di concittadini che hanno voluto partecipare al film, sia davanti che dietro la macchina da presa. Ho conosciuto autisti, politici, netturbini, archivisti, portieri, cuochi, musicisti, professori, traduttori e camerieri, ognuno con idee su come avrebbe dovuto essere questo film. Ho anche dialogato con storici di vario tipo, da quelli che vedevano D’Annunzio come una versione più folle di Mussolini a quelli che lo consideravano il Che Guevara italiano.
Oltre a incontrare nuove persone, ho letto migliaia di pagine su D’Annunzio a Fiume e, facendo ciò, non ho solo raccolto fatti, ma ho anche formato le mie idee politiche. Un’idea, tuttavia, è rimasta chiara fin dall’inizio: un sentimento espresso in un pamphlet politico pubblicato a Fiume nel 1922, poco dopo la partenza di D’Annunzio: “Viva Fiume libera e indipendente da ogni specie di salvatori, di liberatori e di protettori!”.
Ho realizzato questo film insieme ai miei concittadini e per i miei concittadini, costruendo una narrazione cronologica che, spero, potremo raccontare alle nuove generazioni. Spero anche che il nostro film aiuti il pubblico fuori da Rijeka a riflettere su quanto conoscono la storia della propria città natale e su come queste storie vengono ricordate e tramandate.
In un saggio meno noto del 1960, Pier Paolo Pasolini definì l’occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio una “pagliacciata narcisistica”: D’Annunzio vedeva Fiume come un terreno di gioco personale, un luogo dove poteva sperimentare e mettere in pratica tutto ciò che gli veniva in mente. Con questo film ho voluto mantenere l’idea di D’Annunzio di Rijeka/Fiume come un terreno di gioco, ma questa volta sono i cittadini di Rijeka a giocare.
Igor Bezinović
Igor Bezinović è nato a Rijeka, che oggi fa parte della Croazia, ma che all’epoca apparteneva alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, e prima ancora in parte al Regno d’Italia e in parte al Regno di Jugoslavia, prima ancora allo Stato Libero di Fiume, e prima ancora alla Reggenza Italiana del Carnaro, e ancora prima all’Impero Austro-Ungarico.
Tra i suoi film The Blockade (Premio Oktavijan per il miglior documentario croato nel 2012), Veruda Premio Oktavijan per il miglior documentario croato nel 2015) e A Brief Excursion (Premio Big Golden Arena per il miglior lungometraggio croato nel 2017), oltre a numerosi cortometraggi di ogni genere e forma. Le sue opere sono state presentate a livello internazionale.


