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La donna elettrica

La donna elettrica

Accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Cannes, La donna elettrica è una commedia travolgente e fuori dagli schemi, capace di unire emozione, impegno e divertimento.

La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande…

Già regista dell’acclamato Storie di cavalli e di uomini, Benedikt Erlingsson colpisce al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio islandese di struggente bellezza.

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Il dubbio – Un caso di coscienza

Il dubbio - Un caso di coscienza

Il dottor Narima, anatomo-patologo, un uomo virtuoso e di solidi principi, ha un incidente con un motociclista e la sua famiglia, in cui ferisce un bambino di otto anni. Si offre di portare il bambino in una clinica vicina, ma il padre rifiuta il suo aiuto come il suo denaro. Alcuni giorni dopo, il Dottor Narima scopre che lo stesso bambino è stato portato nello stesso ospedale in cui lui lavora per un’autopsia per morte sospetta.

Nariman deve affrontare un dilemma: è lui il responsabile della morte del piccolo a causa dell’incidente o la morte è dovuta a un avvelenamento da cibo, come sostiene la diagnosi degli altri medici?

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Styx

Styx film

Rike, quarantenne, decide di prendersi una pausa nella sua carriera di medico di emergenza e salpa alla volta dell’isola di Ascensione a bordo dell’Asa Gray, una barca a vela che cura con grande attenzione. Viaggia in solitario e la sua odissea per raggiungere l’Atlantico meridionale si accompagna a un viaggio interiore che la porta a esplorare le profondità del suo animo.

A bordo divide il suo tempo tra il timone e i libri che ha portato, tra cui “La Creazione del Paradiso: Darwin sull’Isola di Ascensione”. Affascinata dalla vegetazione lussureggiante e varia che abbonda su un’isola rimasta deserta fino alla fine del XIX secolo, Rike è impaziente di visitare questo Eden artificiale creato di sana pianta sulla base dei consigli del celebre naturalista britannico.

Ma una notte, il destino spariglia le carte e cambia il corso delle cose. Una forte tempesta porta sulla rotta di Rike, a Nord-Est delle Isole di Capo Verde, un vecchio peschereccio carico di centinaia di migranti alla deriva che lanciano segnali disperati nella sua direzione. Rike tenta invano di stabilire un contatto radio con l’imbarcazione e allerta la guardia costiera che tarda a reagire nonostante i suoi appelli ripetuti.

Ormai sola di fronte all’obbligo morale di soccorrere questi migranti ma incapace di prenderli a bordo della sua piccola barca a vela, Rike vive con difficoltà la sua impotenza perché sa che per loro incarna la speranza.

Il film

Il progetto del film è nato nel 2009 e in quel periodo c’erano molte barche che portavano i profughi verso le Canarie. Oggi questo tragitto è ripreso, perché nel Mediterraneo non ci sono tante navi di salvataggio. Questa tratta ora è di nuovo frequentata e si è aperta anche una nuova tratta nell’Oceano Atlantico, molto piu’ lunga e pericolosa verso l’America Latina e verso il Brasile Messico in particolare.

Il film è stato girato al 90% in mare aperto. Nessuno della troupe sapeva nulla della barca a vela, era addestrato al mare. Tutti hanno fatto scuola in un lago in Germania. E’ stata scelta Gibilterra come inizio del viaggio della protagonista, Le colonne d’Ercole di Gibilterra rappresentano infatti la fine dell’Europa e l’inizio di un altro mondo.

Le riprese sono durate, sulla barca, 42 giorni con una troupe di 10 persone (commpresi i due attori protagonisti). Sono riusciti a realizzare le riprese nascondendo la camera da presa o dietro le vele o sotto la coperta. Questo è un film senza effetti speciali, senza effetti particolari in post produzione.

Le ultime scene sono state girate a Malta nel 2016. Il film esce nelle sale italiane il 15 novembre 2018, distribuito da Cineclub Internazionale Distribuzione di Paolo Minuto.

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Un valzer tra gli scaffali

Un valzer tra gli scaffali

Christian è il nuovo dipendente del supermercato alla scoperta di un mondo sconosciuto: le infinite corsie, il maniacale ordine del deposito, il meccanismo surreale del carrello elevatore.

Il suo collega Bruno del dipartimento bevande lo prende subito sotto la sua ala, con protezione paterna nonostante i modi bruschi, insegnandogli tutti i trucchi del mestiere.

Quando poi, un giorno, Christian incrocia tra gli scaffali lo sguardo di Marion, responsabile del reparto dolci, qualcosa scatta tra loro. A lei piace scherzare e provocare Christian, ma lui sembra davvero essersi innamorato di Marion, che in realtà è sposata. Subito si sparge la voce tra i colleghi del supermercato.

Quando poi Marion prende un congedo di malattia, Christian cade in una depressione così profonda che il suo miserevole passato rischia di sopraffarlo di nuovo.

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Wajib – Invito al matrimonio

Wajib - Invito al matrimonio film

Abu Shadi è insegnante molto stimato che vive a Nazareth, in Palestina. Ha cresciuto da solo i due figli e ora si appresta a vivere il giorno più bello della sua vita: il matrimonio della figlia Amal.

Per l’occasione è tornato nella città natale anche Shadiche, pur vivendo da tempo in Italia, non si è sottratto al “Wajib”, cioè al “dovere” da parte dei familiari di consegnare personalmente le partecipazioni di nozze, come forma di rispetto verso gli invitati.

Shadi e Abu Shadi si apprestano così a trascorrere insieme un’intensa giornata on the road dedicata a incontri e consegne proprio come vuole la tradizione. Ma se al cospetto degli invitati padre e figlio riescono a calarsi nel ruolo che tutti da loro si aspettano, nei momenti in cui sono soli affiora man mano in superficie la diversa visione della vita e dei valori che ormai ampiamente li separa, costringendoli a un inevitabile confronto.

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Sami blood

Sami blood film

Giorni nostri. Nord della Svezia, terra dei sámi, meglio conosciuti come làpponi. Christina, 78 anni, accompagnata dal figlio Olle e dalla nipote Sanna, torna nella sua terra di origine per il funerale della sorella. Da parte sua nessuna commozione, ma solo il desiderio di andarsene il prima possibile perché lei, Ella-Marja, ha disconosciuto le sue origini molti anni prima, a partire dal nome di battesimo.

Anni ’30. Ella-Marja è una giovanissima ragazza cresciuta tra gli allevatori di renne, come tutti i sámi emarginati dal resto della popolazione, costretta a subire la discriminazione degli anni ’30 e la certificazione della razza. Mandata con la sorella Njenna in una scuola riservata ai sámi – dove si insegna ed è concesso solo l’utilizzo della lingua svedese e dove gli studenti vengono sottoposti a una sorta di programma di civilizzazione – Ella-Marja comincia a fantasticare una vita diversa, dignitosa e in una grande città.

Dopo essere stata umiliata dall’insegnante, che pur riconoscendone la bravura le nega il suo aiuto per proseguire gli studi – perché i làpponi sono una razza inferiore – e aggredita da un gruppo di ragazzi che le mozza un orecchio come i sámi fanno con le renne, Ella-Marja decide di scappare dall’istituto per trasferirsi a Uppsala.

È solo l’inizio di un lungo cammino pieno di ostacoli, ma il suo desiderio di diventare una “svedese” sarà più forte di qualsiasi umiliazione.

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Hotel salvation

Hotel Salvation Film

Mukti Bhawan – Hotel Salvation è il primo lungometraggio diretto da Shubhashish Bhutiani, presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione “Biennale College Cinema”.

Il 77enne Daya si risveglia da uno strano incubo convinto di essere giunto alla fine dei suoi giorni. Decide quindi di andare immediatamente a Varanasi, nella speranza di morire lì e raggiungere così la salvezza. Ad accompagnarlo sarà, suo malgrado, il figlio Rajiv che, molto rispettoso nei confronti del padre, si vede costretto a lasciare moglie e figlia e a partire con l’ostinato genitore.

I due arrivano al Mukti Bhawan, un albergo che ospita chi vuole morire nella città santa, dove Rajiv inizia per la prima volta nella sua vita a prendersi cura di suo padre. Tuttavia, mentre il figlio fatica a destreggiarsi con i vari impegni, Daya inizia a rifiorire avendo trovato un senso di appartenenza e un amico nel 75enne Vimla.

I giorni passano, Daya non mostra segni di cedimento e Rajiv comincia a chiedersi se rimanere o tornare a casa, mentre i loro legami familiari vengono messi alla prova…

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Immagini da Antonioni a Vietri

Tullio Vietri - Cronache dal paesaggio

Cronache dal paesaggio. Immagini da Antonioni a Vietri.

Il Circolo Cinematografico Enrico Pizzuti, in collaborazione con la Fondazione Oderzo Cultura e con il Patrocinio del Comune di Oderzo, organizza una serata di approfondimento dell’opera del pittore Tullio Vietri dal titolo “Cronache dal paesaggio”.

L’evento, collegato alla mostra retrospettiva in corso a  palazzo Foscolo fino al 2 giugno, si pone l’obiettivo di analizzare in chiave cinematografica alcune opere dell’artista rivolte al paesaggio, in particolare, quelle dedicate al Polesine.

In questo territorio, nel quale si è aperta la stagione del cinema neorealista, sono ambientati due documentari che verranno proiettati nel corso della serata. Si tratta dell’opera prima del regista ferrarese Michelangelo Antonioni che con Gente del Po (1943-1947) descrive le persone e i luoghi segnati dalla presenza del grande fiume, destinato, nel 1951, a provocare una catastrofica alluvione. Di questo evento si occupa il secondo documentario Luce sul Polesine (2018) realizzato dal regista rodigino Ferdinando De Laurentis con le immagini tratte dai cinegiornali dell’Istituto Luce.

I documentari verranno posti in relazione, dal prof. Roberto Costella, con le opere realizzate da Tullio Vietri a partire dal 1961 fino al 1974, opere che, attraverso uno sguardo critico, restituiscono all’osservatore il senso della desolante realtà sociale ed ambientale del territorio polesano nel secondo dopoguerra.