Tag Archives: Rassegna in corso

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Angels wear white

Angels Wear White

Quattro anni dopo l’esordio (Trap Street), Vivian Qu continua la sua riflessione sui limiti (non solo morali, o etici) del cinema e dello sguardo. Questa volta la storia è incentrata su due ragazzine, vittime di violenza sessuale da parte di un potente uomo di mezza età, e sulla giovane receptionist dell’albergo dove è avvenuto il terribile atto.

Mia (Wen Qi), che lavora in quell’albergo ma è minorenne e senza documenti è l’unica testimone di quanto avvenuto: non sa, di preciso, che cosa è avvenuto in quella stanza ma sa – perché le telecamere al piano lo hanno ripreso – che quell’uomo è entrato lì dentro, da loro. Dopo due giorni, però, quella registrazione viene sovrascritta dal sistema. Che cosa fare, ora? Dire la verità su quanto avvenuto e rischiare di perdere il posto o rinchiudersi in un più rassicurante “non ho visto nulla”?

Vivian Qu, che apre il tutto mostrandoci, dal basso, una gigantesca statua di Marilyn Monroe nella celebre posa di Quando la moglie è in vacanza (attrazione sul lungomare della cittadina balneare dove è ambientata la vicenda), e che chiude il racconto facendoci vedere lo smantellamento della stessa, sradicata e portata via sul rimorchio di un camion, realizza un film doloroso e (im)potente, che riflette sul dramma dell’infanzia negata e sulla censura come modus pensandi (e operandi) di un intero paese, che preferisce tutelare il potere piuttosto che provare a tutelare la dignità (e la vita) delle giovanissime generazioni.

Nessuno è esente da colpe, a ben vedere: perché le due bambine, quella sera, erano sole con quell’uomo? Dov’erano i genitori? E, soprattutto, in che modo ci si rapporta di fronte ad un terribile abuso subito come quello? Vivian Qu non giudica, lascia che il film respiri di vita propria, assecondando i ritmi dell’anima.

Ma, al tempo stesso, non si nasconde e ci obbliga a confrontarci (pur senza mai mostrare l’atto della violenza) con lo strazio e l’insicurezza, il sopruso e lo scippo della verginità: temi che, a quanto pare, le istituzioni preferiscono non affrontare, ma sotterrare sotto la sabbia di un litorale sovrastato dalle cosce e dalle mutande bianche di Marilyn.

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Foxtrot – La danza del destino

Foxtrot di Samuel Maoz

Quando degli ufficiali dell’esercito si presentano alla porta di casa e annunciano la morte del loro figlio Jonathan, la vita di Michael e Dafna viene sconvolta. Mentre la moglie dorme sedata dai tranquillanti, Michael, sempre più frustrato dall’eccessivo zelo dei parenti in lutto e dai benintenzionati burocrati dell’esercito, entra in una turbinosa spirale di rabbia e si ritrova davanti a un’imperscrutabile svolta nella vita, paragonabile alle surreali esperienze vissute dal figlio come soldato.

Ha vinto il Leone d’argento – Gran premio della giuria alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il film è stato selezionato per rappresentare Israele ai premi Oscar 2018 nella categoria Oscar al miglior film in lingua straniera.

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Il fantasma dell’opera

Erik, musicista geniale ma sfigurato che vive nascosto nei sotterranei dell’Opera di Parigi, è pronto a tutto pur di portare al successo la giovane cantante Christine, di cui è segretamente innamorato.

Questa prima trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Gaston Leroux è generalmente considerata una tra le più riuscite e suggestive.

Il regista resta vicino allo spirito della penna di Leroux (pur prediligendone i tratti più tenebrosi), dando vita ad un mondo oscuro e misterioso, evocando atmosfere gotiche che faranno scuola (influenzando tutti i grandi horror degli anni Trenta) in cui si fondono orrore e romanticismo. La sceneggiatura di Elliot J. Clawson e Raymond L. Schrock riprende con grande fedeltà le pagine del romanzo originale (prendendosi qualche licenza solo nel finale), limitandosi a sfrondarlo degli elementi meno essenziali per concentrarsi sulla componente gotico-orrorifica e romantica (ma trova anche spazio per la descrizione del mondo dell’opera e per gustosi siparietti semi-brillanti), con particolare attenzione alla figura del Fantasma, figura oscura e romantica in cui convivono malvagità quasi demoniaca e una commovente e tragica umanità.

Tra gli elementi più apprezzati del film, l’interpretazione di Lon Chaney, che offre quella che da molti è considerata una delle sue migliori prove d’attore, creando un personaggio destinato a restare fissato indissolubilmente nell’immaginario collettivo (sinonimo stesso di Fantasma dell’Opera almeno sino all’avvento di Michael Crawford).

Più che gli elementi orrorifici (che dovevano apparire realmente spaventosi negli anni Venti), lo spettatore contemporaneo può apprezzare la straordinaria forza evocativa e l’atmosfera inquietante e fantastica, fatta di candelabri, ragnatele, scenografie spettrali, ancor oggi intrigante ed efficace.

Tra le sequenze più celebri, quella in cui Christine scopre il volto di Erik mentre questi suona l’organo (inquietante anche ai giorni nostri) e l’ingresso del Fantasma al ballo mascherato da Morte Rossa (entrambe virate, rispettivamente in blu e in rosso).

Fonte: wikipedia.org

Roberto durante

Formatosi all’interno del Conservatorio B. Marcello di Venezia, nel 2007 consegue il diploma con il massimo dei voti e la lode. Ha avuto come maestri Massimo Somenzi, Piernarciso Masi, Riccardo Risaliti, Aldo Ciccolini.
Interessato fin da giovane alla musica contemporanea ne approfondisce lo studio all’interno della ‘KUG University’ di Graz assieme ai membri del prestigioso esemble Klangforum Wien.
Ha collaborato con numerosi compositori, direttori ed interpreti tra cui Mario Caroli, Neue Vocalsolisten Stuttgart, Kaspar Putnins, Jeff Means, ECCE Boston. E’ inoltre pianista stabile dell’ensemble L’arsenale e dal 2011 è co-organizzatore del festival “Nuova Musica a Treviso”.
Ha suonato, in veste di solista o con ensemble, all’interno di importanti festival (Mata Festival-NewYork, Beams Electronic Festival-Boston, Biennale Musica-Venezia) e in alcune delle più importanti sale a livello internazionale (Mumuth Saal-Graz, Fenway Center-Boston, BargeMusic, Le Poison Rouge-NewYork, Ferguson Hall-Minneapolis, Kulturforum-Kiel, Teatro Malibran, Teatro alle Tese, Teatro Fondamenta Nuove, Teatro La Fenice -Venezia, Teatro Comunale-Treviso, Teatro San Giorgio-Udine, Teatro de la Sena-Feltre).
Attratto dall’improvvisazione fin dai primi studi, ha approfondito il linguaggio jazzistico con Paolo Birro, Bruno Cesselli, Pietro Tonolo, prendendo parte a diversi proggetti di improvvisazione e composizione estemporanea con musicisti e registi come Calixto Bieito, Adam Rudolph, Jimmy Weinstein, David Boato, Piero Bittolobon, Massimiliano Sorrentini, Szabolcs Szke.

Vittorio Demarin

In aggiornamento

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Lucky

Lucky di John Carroll Lynch

Lucky segue il viaggio spirituale di un ateo novantenne e dei singolari personaggi che abitano nella sua cittadina sperduta nell’entroterra degli Stati Uniti. Sopravvissuto a tutti gli amici di una vita, Lucky si trova davanti al precipizio della sua esistenza, pronto a un ultimo viaggio alla scoperta di se stesso, e forse a un passo da un vero stato di “illuminazione”. (altro…)

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1945

1945 film

È il 12 agosto 1945, la seconda guerra mondiale volge al termine e trascina dietro di sé i rovinosi strascichi di un orrore ancora tutto da risolvere. Alle 11 in punto, presso la stazione ferroviaria di un piccolo villaggio rurale ungherese, due misteriosi stranieri vestiti di nero scendono dal treno. È il giorno delle nozze del figlio del vicario, Árpád, con una giovane contadina, Kisrózsi, e nel villaggio si percepisce una certa agitazione. All’ombra dell’occupazione delle truppe sovietiche, mentre fervono i preparativi per il matrimonio, i due uomini, due ebrei, probabilmente padre e figlio, scaricano da un vagone del treno due casse che recano l’etichetta “profumi”, le caricano su un carro e si incamminano verso il villaggio.

Nel giro di poche ore tutto cambia. L’influente vicario del villaggio, István Szentes, comincia a sospettare che i due uomini possano essere gli eredi dei concittadini ebrei deportati dai nazisti e teme che questi possano essere tornati per reclamare i beni che gli abitanti della cittadina hanno acquisito illegalmente durante la guerra. La lenta e silenziosa marcia dei due sconosciuti genera in tutti gli abitanti un panico che rivela quanto la vita di ognuno di loro sia ancora drammaticamente legata alla tragedia della deportazione di cui si sono resi, più o meno direttamente, complici. Il dolente incedere dei due ebrei scandisce il tempo della storia, mentre segreti, colpe, rimorsi, violazioni e tradimenti del passato cominciano a riemergere nell’intreccio delle relazioni tra i personaggi.

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L’insulto

L'insulto di Ziad Doueiri

Un litigio nato da un banale incidente porta in tribunale Toni e Yasser. La semplice questione privata tra i due si trasforma in un conflitto di proporzioni incredibili, diventando a poco a poco un caso nazionale, un regolamento di conti tra culture e religioni diverse con colpi di scena inaspettati. Toni, infatti, è un libanese cristiano e Yasser un palestinese. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in quell’occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente.

L’insulto ha vinto alla Mostra del cinema di Venezia 2017 la coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile ed è il candidato libanese alla corsa agli Oscar 2018.

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The constitution

The Constitution - Ustav Republiche Hrvatske

Vjeko è un insegnante di scuola superiore che ha dedicato tutta la sua vita allo studio della lingua croata e alla storia della nazione. Vive in un appartamento nel centro di Zagabria con suo padre Hrvoje. Durante la seconda guerra mondiale, suo padre era un Ustascia – un ufficiale dell’esercito fascista croato – e ora è costretto a letto da oltre sei anni. Come se non bastasse, meno di un anno fa Vjeko ha perso l’amore della sua vita, il violoncellista Bobo. Senza più voglia di vivere e con seri propositi suicidi, Vjeko trova piacere solo nelle passeggiate a notte fonda, quando vaga per la città vuota vestito da donna e con il viso truccato.

Una notte un gruppo di uomini lo ferma, lo picchia e lo abbandona in strada privo di sensi. In ospedale incontra Maja, un’infermiera che abita nel seminterrato del suo stesso palazzo. La donna lo riconosce e inizia a prendersi cura di lui e di suo padre infermo. In cambio Vjeko accetta di aiutare il marito di Maja, il poliziotto Ante, a preparare un esame sulla Costituzione Croata. Ante, che soffre di disturbi dell’apprendimento, teme di essere bocciato all’esame per il solo fatto di essere serbo.

Inizia così la storia di tre persone molto diverse tra loro, che vivono nello stesso palazzo e che, inaspettatamente e contro la loro volontà, si ritroveranno unite e dipendenti l’una dall’altra.

Evento facebook: https://bit.ly/2PEsOQp