Il segreto della miniera

Regia di Hanna Slak
venerdì 22 Novembre - Ore 21.00 Cinema Turroni, Oderzo TV
Il segreto della miniera - Cineforum Oderzo
Il segreto della miniera - Film in rassegna
venerdì 22 Novembre, ore 21.00
Cinema Turroni, Oderzo TV

Titolo: Il segreto della miniera

Genere: Drammatico

Anno: 2019

Nazionalità: Slovenia - Bosnia Erzegovina

Regia: Hanna Slak

A un minatore della Slovenia centrale viene assegnato un compito: riaprire e ispezionare un vecchio tunnel per consentire all’impresa privata, proprietaria della miniera, di chiuderlo definitivamente. Ma abbattendo via via le barriere di roccia e mattoni presenti all’interno del tunnel scoprirà molto di più: un segreto che non doveva scoprire e che gli impongono di riseppellire…

L’entrata alla proiezione è consentita solamente ai soci iscritti per l’anno sociale in corso e garantita fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Contenuto storico

Attraverso lo sguardo di un immigrato di origine bosniaca, Il segreto della miniera è basato sulla vicenda vera del minatore Mehmedalija Alić -che perse tutti i parenti maschi nella strage di Sebrenica del 1995, alla quale sopravvisse perché era già emigrato in Slovenia- che scoprì i brutali segreti della recente storia slovena nelle viscere della miniera di Huda Jama. Il segreto della miniera svela dunque un lato oscuro della storia slovena.

Il segreto della miniera - Una sequenza del film
Il segreto della miniera – Una sequenza del film

Nel 2007, un minatore sloveno di origine bosniaca venne inviato all’interno di una miniera ormai sigillata per poi riferire il contenuto alle autorità competenti. Dopo 2 anni di lavoro in cui ruppe 11 barriere e rischiò la vita in condizioni estremamente pericolose, scoprì la tomba nascosta di 4000 profughi di guerra uccisi alla fine della seconda guerra mondiale dai vincitori. L’atroce scoperta sconvolse la società slovena, ma la maggioranza ancora rifiuta di accettare la verità su questo crimine. Nel 2016, tutte le vittime sono ancora senza sepoltura.

Mehmedalija Alić interpretato da Leon Lučev
Il segreto della miniera – Mehmedalija Alić interpretato da Leon Lučev

Il minatore, Mehmedalija Alić, è stato emarginato per aver insistito affinché le vittime venissero estratte ed identificate e nel 2013 la sua autobiografia “No One” è stata pubblicata riscuotendo enorme successo. La regista Hanna Slak ha aiutato Alić nella stesura del libro e in seguito lo ha adattato in un film sulla ricerca della verità personale e collettiva e sulla lotta per la giustizia sociale. Il film è stato prodotto da Nukleus Film, in collaborazione con lo Slovenian Film Centre.

La storia

Nel marzo 2009, Mehmedalija Alić demolì l’undicesima e ultima barriera nella miniera di Huda Jama sopra Laško, dove era stato mandato per una missione speciale dall’amministrazione delle miniere di Trbovlje-Hrastnik: eliminare i pettegolezzi persistenti sulla miniera chiusa da tempo contenente i resti di migliaia di vittime di esecuzioni dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Mehmedalija Alić
Mehmedalija Alić

Quando Mehmedalija, che a quattordici anni emigrò dalla Slovenia lasciando le verdeggianti colline attorno a Srebrenica, mise piede per la prima volta nelle gallerie abbandonate, non conoscendo ancora il capitolo oscuro della recente storia slovena. Quello di cui invece era perfettamente consapevole era la pulizia etnica attuata durante le guerre dei Balcani – il genocidio da parte dei serbi della popolazione bosniaca di Srebrenica durante il quale Alić perse tutta la sua parentela diretta maschile, e il processo politico noto come “The erased”, una pulizia burocratica commessa dalla Slovenia indipendente durante la quale il Ministro degli Affari Interni il 26 febbraio 1992 ha trasformato tutto ad un tratto 671 persone, fino ad allora iscritte nel registro dei residenti permanenti, in cittadini illegali.

Scendendo nel cuore di Huda Jama (o la miniera crudele come viene chiamata in Slovenia) Mehmedalija scoprì rapidamente che la sua non era una missione normale. Scavò, trapanò e strisciò per arrivare alla verità, un passo alla volta, dal primo scheletro trovato in uno stretto passaggio, bloccato in un tentativo apparente e vano di fuga disperata, fino alle migliaia di corpi mummificati impilati nel pozzo di Santa Barbara, sigillati dietro 11 barriere ermetiche dalle precedenti autorità della Jugoslavia comunista, che avevano cercato di cancellarli dalla storia.