Il fantasma dell’opera

Regia di Rupert Julian
venerdì 30 novembre - Ore 21.00 Cinema Turroni, Oderzo TV
Il fantasma dell’opera - Film in rassegna
venerdì 30 novembre, ore 21.00
Cinema Turroni, Oderzo TV

Titolo: Il fantasma dell’opera

Genere: Drammatico

Anno: 1925

Nazionalità: USA

Regia: Rupert Julian
Proiezione in pellicola 16mm sonorizzata dal vivo a cura di Roberto Durante e Vittorio Demarin con sintetizzatori analogici e campionatori.

Erik, musicista geniale ma sfigurato che vive nascosto nei sotterranei dell’Opera di Parigi, è pronto a tutto pur di portare al successo la giovane cantante Christine, di cui è segretamente innamorato.

Questa prima trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Gaston Leroux è generalmente considerata una tra le più riuscite e suggestive.

Il regista resta vicino allo spirito della penna di Leroux (pur prediligendone i tratti più tenebrosi), dando vita ad un mondo oscuro e misterioso, evocando atmosfere gotiche che faranno scuola (influenzando tutti i grandi horror degli anni Trenta) in cui si fondono orrore e romanticismo. La sceneggiatura di Elliot J. Clawson e Raymond L. Schrock riprende con grande fedeltà le pagine del romanzo originale (prendendosi qualche licenza solo nel finale), limitandosi a sfrondarlo degli elementi meno essenziali per concentrarsi sulla componente gotico-orrorifica e romantica (ma trova anche spazio per la descrizione del mondo dell’opera e per gustosi siparietti semi-brillanti), con particolare attenzione alla figura del Fantasma, figura oscura e romantica in cui convivono malvagità quasi demoniaca e una commovente e tragica umanità.

Tra gli elementi più apprezzati del film, l’interpretazione di Lon Chaney, che offre quella che da molti è considerata una delle sue migliori prove d’attore, creando un personaggio destinato a restare fissato indissolubilmente nell’immaginario collettivo (sinonimo stesso di Fantasma dell’Opera almeno sino all’avvento di Michael Crawford).

Più che gli elementi orrorifici (che dovevano apparire realmente spaventosi negli anni Venti), lo spettatore contemporaneo può apprezzare la straordinaria forza evocativa e l’atmosfera inquietante e fantastica, fatta di candelabri, ragnatele, scenografie spettrali, ancor oggi intrigante ed efficace.

Tra le sequenze più celebri, quella in cui Christine scopre il volto di Erik mentre questi suona l’organo (inquietante anche ai giorni nostri) e l’ingresso del Fantasma al ballo mascherato da Morte Rossa (entrambe virate, rispettivamente in blu e in rosso).

Fonte: wikipedia.org

Roberto durante

Formatosi all’interno del Conservatorio B. Marcello di Venezia, nel 2007 consegue il diploma con il massimo dei voti e la lode. Ha avuto come maestri Massimo Somenzi, Piernarciso Masi, Riccardo Risaliti, Aldo Ciccolini.
Interessato fin da giovane alla musica contemporanea ne approfondisce lo studio all’interno della ‘KUG University’ di Graz assieme ai membri del prestigioso esemble Klangforum Wien.
Ha collaborato con numerosi compositori, direttori ed interpreti tra cui Mario Caroli, Neue Vocalsolisten Stuttgart, Kaspar Putnins, Jeff Means, ECCE Boston. E’ inoltre pianista stabile dell’ensemble L’arsenale e dal 2011 è co-organizzatore del festival “Nuova Musica a Treviso”.
Ha suonato, in veste di solista o con ensemble, all’interno di importanti festival (Mata Festival-NewYork, Beams Electronic Festival-Boston, Biennale Musica-Venezia) e in alcune delle più importanti sale a livello internazionale (Mumuth Saal-Graz, Fenway Center-Boston, BargeMusic, Le Poison Rouge-NewYork, Ferguson Hall-Minneapolis, Kulturforum-Kiel, Teatro Malibran, Teatro alle Tese, Teatro Fondamenta Nuove, Teatro La Fenice -Venezia, Teatro Comunale-Treviso, Teatro San Giorgio-Udine, Teatro de la Sena-Feltre).
Attratto dall’improvvisazione fin dai primi studi, ha approfondito il linguaggio jazzistico con Paolo Birro, Bruno Cesselli, Pietro Tonolo, prendendo parte a diversi proggetti di improvvisazione e composizione estemporanea con musicisti e registi come Calixto Bieito, Adam Rudolph, Jimmy Weinstein, David Boato, Piero Bittolobon, Massimiliano Sorrentini, Szabolcs Szke.

Vittorio Demarin

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