venerdì 02 Dicembre 2022 ore 21.00

Gli orsi
non esistono

di Jafar Panahi
Iran - 2022
con Jafar Panahi, Mina Kavani, Naser Hashemi, Vahid Mobasheri, Bakhtiyar Panjeei

Trama

Gli orsi non esistono ritrae due storie d’amore parallele. Due storie in cui gli amanti vengono osteggiati dalle forze della superstizione, dalle meccaniche del potere e da ostacoli nascosti e inevitabili. Vincitore del Premio Speciale della Giuria alla 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

«Panahi realizza un film con povertà di mezzi ma non di potenza metaforica, attraverso poche e semplici idee di messa in scena e narrative allarga lo sguardo oltre il confine, ne mette in luce la ridicola portata antistorica, così come quella di un potere che ormai esiste in quanto status, avendo smarrito il senso stesso della sua funzione sociale. Il regista iraniano con amarezza ha difficoltà a proporre una soluzione diversa rispetto alla fuga, alla presa d’atto di una follia non emendabile. Nuovo capitolo sulla portata esemplare di una vita al servizio del cinema e della denuncia delle storture del potere.»
(Mauro Donzelli – Comingsoon.it)

Jafar Panahi

Jafar Panahi (nato l’11 luglio 1960) è un regista, sceneggiatore e montatore iraniano comunemente identificato con il movimento della New Wave iraniana. Dopo anni in cui ha realizzato cortometraggi e ha lavorato come aiuto regista per Abbas Kiarostami, Panahi viene conosciuto a livello internazionale grazie al suo primo lungometraggio, Il palloncino bianco (1995) premiato alla Quinzaine des Réalisateurs. Il film vinse anche la Caméra d’Or. Panahi è diventato rapidamente uno dei più influenti registi iraniani.

Nonostante i suoi film siano vietati nel suo paese, ha continuato a riscuotere consensi in tutto il mondo da parte degli studiosi di cinema e dai critici e ha vinto numerosi premi, tra cui il Pardo d’oro al Festival di Locarno per Lo specchio (1997), il Leone d’Oro al Festival di Venezia per Il cerchio (2000), il premio Un Certain Regard con Oro Rosso a Cannes (2003) e l’Orso d’Oro al Festival di Berlino per Offside (2006).

I suoi film sono noti per la prospettiva umanistica con cui osserva la vita in Iran, spesso incentrata sulle difficoltà dei bambini, le classi meno avvantaggiate e le donne. Dopo anni di scontri con il governo iraniano a causa dei suoi film (inclusi alcuni brevi arresti), Panahi è stato arrestato nel marzo del 2010 con la moglie, i figli e 15 amici con l’accusa di fare propaganda contro il governo iraniano. Nonostante il sostegno di registi, organizzazioni cinematografiche e organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo, nel dicembre del 2010 è stata emessa una sentenza che condanna Panahi a sei anni di carcere e al divieto per 20 anni a dirigere film, scrivere sceneggiature e rilasciare qualsiasi tipo di intervista con media iraniani o stranieri. Durante l’attesa della sentenza di appello, e malgrado le ripercussioni sul suo arresto, Panahi ha realizzato This Is Not a Film (2011), un film documentario in forma di video-diario. Il film è stato contrabbandato fuori dall’Iran in una pennetta usb nascosta dentro una torta e proiettato al Festival di Cannes nel 2011.

Nel febbraio del 2013 il Festival di Berlino ha presentato in Concorso Closed Curtain di Panahi e Kambuzia Partovi, per il quale Panahi ha vinto l’Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura. Taxi (2015) è stato presentato in Concorso al 65esimo Festival di Berlino nel Febbraio del 2015 dove ha vinto l’Orso d’Oro per il Miglior film. Il suo ultimo film Tre volti (2018) è stato premiato per la Migliore sceneggiatura a Cannes 2018.

Gli orsi non esistono