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	<title>Film &#8211; Circolo Cinematografico Enrico Pizzuti</title>
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	<description>Il cinema d&#039;autore a Oderzo dal 1986</description>
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	<title>Film &#8211; Circolo Cinematografico Enrico Pizzuti</title>
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		<title>Come ti muovi, sbagli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 14:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film in rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[Riuscire a evitare tutti i fastidi della vita quotidiana, mettersi in salvo da ogni scocciatura è sufficiente per essere felici? A settant’anni il professore trova finalmente la serenità: ha una bella casa, una discreta pensione, degli amici con cui scherzare, una signora con cui passare qualche giornata. Si dedica solo a cose piacevoli, fino a [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Riuscire a evitare tutti i fastidi della vita quotidiana, mettersi in salvo da ogni scocciatura è sufficiente per essere felici? A settant’anni il professore trova finalmente la serenità: ha una bella casa, una discreta pensione, degli amici con cui scherzare, una signora con cui passare qualche giornata. Si dedica solo a cose piacevoli, fino a quando la sua vita viene messa sottosopra dall’arrivo della figlia e dei due ingombranti nipotini. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Comincia così un’avventura nelle vite sentimentali degli altri, e nella sua. Un film che riflette sull’amore e sull&#8217;istinto che porta gli esseri umani a condividere il proprio destino con quello degli altri.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una cosa della quale noi umani, a quanto pare, non possiamo fare a meno: la famiglia. Infatti, cosa c&#8217;è di più bello della famiglia? E cosa c&#8217;è di più impegnativo della famiglia, con il suo incommensurabile carico d&#8217;amore che schiaccia ogni velleità personale, ogni anelito di libertà e di pace?<br>Questo film è dedicato alla famiglia e dunque all&#8217;amore, questa forza che ci fa fare cose che on avremmo mai creduto di poter fare, rendendoci allo stesso tempo formichine al lavoro ma anche eroine ed eroi epici.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em>Gianni Di Gregorio</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gianni Di Gregorio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gianni Di Gregorio nasce a Roma a Trastevere, dove tuttora vive e lavora.<br>Si appassiona al cinema fin da bambino, trascorrendo la mattina a scuola, il pomeriggio nelle salette cinematografiche rionali, vedendo anche tre film al giorno. Dopo gli studi classici si iscrive a Lettere Moderne, ma prima della laurea abbandona per frequentare l&#8217;Accademia di Arti Sceniche di Roma diretta da Alessandro Fersen. Si diploma in regia e recitazione. Per tre anni lavora nel Laboratorio di ricerca sperimentale di Fersen che sfocia nello spettacolo Leviathan. Partecipa a gruppi di lavoro con Bob Wilson, Grotowski, Kantor, Chaikin. Dopo tre anni di teatro, come aiuto regista ed attore, inizia a lavorare nel cinema come assistente alla regia. Si orienta poi verso la sceneggiatura e scrive diversi film.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1995 conosce Matteo Garrone e dopo la visione del suo primo film <em>Terra di Mezzo</em> comincia a collaborare con lui, come aiuto regista, in <em>Estate Romana</em>, <em>L&#8217;imbalsamatore</em> e <em>Primo Amore</em>. Nel 2007 scrive, con Braucci, Chiti, Gaudioso, Saviano e Garrone, la sceneggiatura del film <em>Gomorra</em> di Matteo Garrone (David Di Donatello e European Film Awards per la sceneggiatura e Grand Prix al Festival di Cannes). Nel 2008 esordisce alla regia con <em>Pranzo di Ferragosto</em>, grande successo di pubblico e di critica (Leone del futuro &#8211; Premio Venezia Opera Prima &#8220;Luigi De Laurentiis&#8221; e David di Donatello miglior regista esordiente). Seguiranno <em>Gianni e le Donne</em> del 2011 e <em>Buoni a Nulla</em> del 2014.<br>Nel 2019 <em>Lontano Lontano</em> viene presentato al 37 TFF Torino Film Festival e nel 2020 vince il David di Donatello per la miglior sceneggiatura non originale.<br>Nel 2022 <em>Astolfo</em> viene presentato alla Festa del Cinema di Roma in Grand Public.</p>
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		<title>L&#8217;anno nuovo che non arriva</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/lanno-nuovo-che-non-arriva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 14:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film in rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[È il 20 dicembre 1989 e il regime di Ceaușescu è in crisi. L’esercito reprime violentemente una rivolta a Timișoara, ma le notizie che arrivano a Bucarest sono scarse e filtrate. I destini di sei cittadini comuni si intrecciano, in bilico tra un presente che è sofferenza e un futuro di liberazione che tarda a [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È il 20 dicembre 1989 e il regime di Ceaușescu è in crisi. L’esercito reprime violentemente una rivolta a Timișoara, ma le notizie che arrivano a Bucarest sono scarse e filtrate. I destini di sei cittadini comuni si intrecciano, in bilico tra un presente che è sofferenza e un futuro di liberazione che tarda a schiudersi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel ricordare i fatti di un’epoca che coincide con la propria adolescenza, il regista trasforma il film in una ricerca generazionale, una riflessione su cosa significhi crescere in un paese in cui il confine tra paura e libertà si ridefinisce da un giorno all’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vincitore della sezione <em>Orizzonti</em> all&#8217;81ª Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bogdan Mureșanu</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scrittore e regista rumeno pluripremiato, nato nel 1974, ha lasciato la letteratura e la pubblicità per dedicarsi al cinema con successo. Dal suo debutto nel 2008 con la sceneggiatura di <em>The Human Torch</em> (Miglior Corto, concorso di sceneggiatura TIFF), ha lavorato su animazione, documentari, film di finzione e serie TV. È membro dell&#8217;European Film Academy e noto come sceneggiatore di <em>Sandals</em>, cortometraggio animato vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui il Youth Jury Award a Clermont-Ferrand nel 2020. È anche regista di <em>The Christmas Gift</em>, vincitore dell&#8217;European Film Academy Award per Miglior Cortometraggio 2019 e altri 72 premi in 200 festival, tra cui il Grand Prix a Clermont-Ferrand, Miglior Corto Europeo all&#8217;Alcine European Film Festival e tre premi al Tampere Film Festival. Il suo documentario d&#8217;arte breve <em>&#8220;Negruzzi 14&#8221;</em> è stato presentato al Museo Nazionale d&#8217;Arte Contemporanea nel 2016.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nota della montatrice – Vanja Kovačević</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sono arrivata tardi a questo film. Bogdan e io ci eravamo appena conosciuti e mi ha mostrato una sorta di assemblaggio del film che stava ancora girando. Quel montaggio era molto lungo. Mancavano scene e non c&#8217;era traduzione, ma mi piaceva il girato. Dopo aver lavorato con Mircea Lăcătuș, Bogdan è venuto a Belgrado con quel montaggio, che ora aveva i sottotitoli. È curioso come le cose che mi infastidivano nella traduzione fossero le stesse che mi davano problemi prima di capire tutto.<br>Da quel momento in poi, mi sono occupata principalmente della struttura del film. Poiché il film segue le storie di sei personaggi, parzialmente connesse e sovrapposte, sembrava che le possibilità fossero infinite. Ma la sfida era non confondere il pubblico e mantenere l&#8217;impressione che tutte le storie si svolgessero simultaneamente. La storia si svolge in poco più di 24 ore. L&#8217;unico modo per farlo e avere una durata ragionevole era tagliare &#8220;l&#8217;ovvio&#8221;, , abbandonare la drammaturgia di ogni storia e invece strutturare il tutto come un puzzle. La chiave per lasciare ogni trama prima di passare alla successiva era sempre una sorta di cliffhanger, così lo spettatore è coinvolto nell&#8217;attesa di ciò che verrà.</p>
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		<title>Dreams</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/dreams/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 14:51:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film in rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[Vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino 2025, Dreams di Dag Johan Haugerud è parte di una trilogia che ha come tema i rapporti umani, iniziata con Sex e conclusasi con Love. La trama verte attorno a un diario scritto dalla diciassettenne Johanne che prova una crescente attrazione per la sua professoressa di francese, Johanna, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino 2025, <em>Dreams</em> di Dag Johan Haugerud è parte di una trilogia che ha come tema i rapporti umani, iniziata con <em>Sex</em> e conclusasi con <em>Love</em>. La trama verte attorno a un diario scritto dalla diciassettenne Johanne che prova una crescente attrazione per la sua professoressa di francese, Johanna, con cui condivide alcuni momenti al di fuori dell’orario scolastico. La voce narrante della protagonista arricchisce e completa ciò che le immagini già esprimono, rendendo però labile il confine tra sincerità e menzogna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso le pagine del libro di Johanna, la madre e la nonna si rapportano per la prima volta in modo autentico con la giovinezza contemporanea colmando una distanza che non avevano mai veramente affrontato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Johan Dag Haugerud</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dag Johan Haugerud si è affermato come uno dei più influenti scrittori e registi norvegesi, oltre a essere autore di romanzi. Con <em>I BELONG</em> (2012) ha vinto l&#8217;Amanda per Miglior Film, Regia, Sceneggiatura e Attrice Non Protagonista, oltre al Film Critics Award ed è stato candidato al Nordic Council Film Award. Con <em>BEWARE OF CHILDREN</em> (2019) ha ottenuto un successo straordinario: ha vinto il Dragon Award per Miglior Film e Attore al Gothenburg Film Festival, un record di 9 Amanda Awards alla première internazionale alle Giornate degli Autori e anche il Film Critics Award e il Nordic Council Film Prize. <em>SEX</em>, primo film della sua Trilogia, è stato presentato al Berlinale Panorama nel 2024, vincendo, tra gli altri, l&#8217;Europa Cinemas Label &#8211; Best European Film e il Prize of the Ecumenical Jury, oltre al Nordic Council Film Prize. La trilogia è proseguita con <em>LOVE</em> (in Concorso alla Mostra di Venezia) e si conclude con <em>DREAMS</em>, presentato nuovamente alla Berlinale 2025 in anteprima mondiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Note di regia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di <em>Dreams</em> si concentra sul primo amore come un&#8217;esperienza di trasformazione, capace di cambiare tutto. È intenso, totalizzante e inevitabile. Ma è anche confuso, perché il desiderio mentale e quello fisico non sempre procedono allo stesso ritmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se una cotta può sembrare una forza inarrestabile, non è detto che il corpo di un giovane riesca a tenere il passo con emozioni così forti. In questo senso, può crearsi una distanza tra la percezione mentale e l&#8217;esperienza fisica, che può risultare sia destabilizzante che traumatica. Eppure, la forza e il dolore del primo amore sono travolgenti e rimangono impressi nella memoria come un evento meraviglioso, tanto che le esperienze successive fanno fatica a eguagliarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, il primo amore genera anche un riconoscibile senso di nostalgia negli adulti che lo osservano. Nel film, questo ruolo è incarnato dalla madre e dalla nonna della protagonista, che, leggendo le esperienze della ragazza, riconsiderano alcune delle loro scelte legate all&#8217;amore e alla sessualità. Le tre donne hanno vissuto esperienze diverse e maturato opinioni personali su desiderio, libertà, emancipazione e responsabilità, che non sono fisse e talvolta si contraddicono a vicenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all&#8217;amore, la storia esplora anche come il desiderio sessuale possa essere usato per giustificare certi comportamenti verso gli altri e come persino un&#8217;esperienza intima e delicata come una cotta possa acquisire un valore di mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La trilogia delle relazioni: Dreams, Love, Sex</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Due amici e colleghi di lavoro, entrambi sposati da molti anni, si confessano esperienze e fantasie di natura omosessuale che sembrano mettere in discussione la loro percezione delle proprie identità di genere e potenzialmente tendono a scardinale l&#8217;equilibrio delle loro vite. Una dottoressa in cerca di una relazione amorosa e un suo collega infermiere si raccontano dettagli sulle rispettive vite intime e apparentemente operano uno scambio di ruoli e punti di vista. Una ragazzina si innamora perdutamente di una sua giovane professoressa, coinvolgendo la madre e la nonna in un serrato confronto generazionale. Il regista e scrittore norvegese Dag Johan Haugerud, già personaggio di culto della cinefilia internazionale, compone una trilogia di intensi film sulle relazioni sentimentali e sessuali ambientati nello splendido scenario della città di Oslo. La sua sensibile attenzione ai dettagli del cuore e della fantasia erotica disegna un nuovo scenario della natura umana dei nostri tempi, che si specchia nello scenario urbano e naturale della Norvegia. I tre film sono stati applauditi ai maggiori festival europei e <em>Sex</em> è stato insignito dell&#8217;Europa Cinemas Label come miglior film europeo nella sezione Panorama del Festival di Berlino 2024.</p>
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		<title>Identidad</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/identidad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 14:55:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film in rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[Al termine della proiezione seguirà il collegamento in videochiamata con la regista Florencia Santucho. Il documentario di Florencia Santucho e Rodrigo Vazquez-Salessi segue la vicenda del fratello della regista, Daniel, riconosciuto come il Nieto 133 dalle Abuelas de Plaza de Mayo dopo 46 anni vissuti sotto falsa identità. Questo ritrovamento ha significato per Florencia non [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;">Al termine della proiezione seguirà il collegamento in videochiamata con la regista Florencia Santucho.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documentario di Florencia Santucho e Rodrigo Vazquez-Salessi segue la vicenda del fratello della regista, Daniel, riconosciuto come il Nieto 133 dalle Abuelas de Plaza de Mayo dopo 46 anni vissuti sotto falsa identità. Questo ritrovamento ha significato per Florencia non solo l’inizio di un legame familiare, ma anche l’assunzione di un doppio ruolo: quello di sorella che vive la gioia del ricongiungimento e di cineasta che vuole narrare la ricerca della verità sui crimini della dittatura militare argentina conclusasi nel 1983. Attraverso la storia di Daniel, <em>Identidad</em> si eleva a riflessione universale su memoria, giustizia e diritto all’identità, e testimonianza dell’instancabile lavoro delle mamme e nonne di Plaza de Mayo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I registi: Florencia Santucho e Rodrigo Vázquez-Salessi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo film è il debutto alla regia di Florencia Santucho, sorella del protagonista del film. Florencia ha iniziato la sua carriera in televisione a Roma prima di trasferirsi a Buenos Aires per studiare all&#8217;Instituto de Artes Cinematográficas de Avellaneda (IDAC). Dal 2000 lavora intensamente nella produzione cinematografica e nella programmazione di festival, ricoprendo il ruolo di direttrice sia del Festival Internacional de Cine de Derechos Humanos (FICDH), il primo festival cinematografico sui diritti umani del Sud America, sia del Festival Internacional de Cine Ambiental (FINCA). Dal 2021 è specializzata nel green management delle produzioni audiovisive e culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rodrigo Vázquez-Salessi è un pluripremiato regista e corrispondente di guerra che si è trasferito dall’Argentina nel Regno Unito nel 1995 per studiare alla National Film &amp; TV School. Rodrigo ha prodotto, diretto e girato in zone di conflitto e di guerra per la BBC, Channel 4&#8217;s Unreported World e Al Jazeera, combinando il giornalismo investigativo con il cinema di osservazione. Il suo coraggio nel raccontare storie gli è valso nomination ai Royal Television Society Awards e la vittoria del prestigioso Rory Peck Award for Features nel 2003. Nel 2005 ha fondato la Bethnal Films, producendo documentari innovativi che uniscono l&#8217;approfondimento investigativo alla narrazione cinematografica.</p>
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		<title>Fiume o morte!</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/fiume-o-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 14:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film in rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[Le voci degli abitanti della Fiume contemporanea ci conducono attraverso i sedici mesi dell’occupazione della città da parte del celebre poeta Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari. Componendo in modo originale immagini d’archivio dell’epoca e una rappresentazione teatrale che ha come protagonisti gli attuali abitanti della città, il regista fiumano Igor Bezinović fa rivivere nello [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Le voci degli abitanti della Fiume contemporanea ci conducono attraverso i sedici mesi dell’occupazione della città da parte del celebre poeta Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari. Componendo in modo originale immagini d’archivio dell’epoca e una rappresentazione teatrale che ha come protagonisti gli attuali abitanti della città, il regista fiumano Igor Bezinović fa rivivere nello spazio pubblico della moderna Rijeka un periodo in cui la cittadina croata ha vissuto una trasformazione inaspettata. <em>Fiume o morte!</em> è un lungometraggio documentario che racconta quanto la memoria sia inaffidabile, la realtà una costruzione sociale e il presente una chiave fondamentale per comprendere il futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Note di regia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho iniziato a immaginare <em>Fiume o morte!</em> nel 2015, il che significa che questa idea mi accompagna da quasi dieci anni. Ho 41 anni e ho cominciato a lavorarci quando ne avevo 31. Oggi, i miei pensieri, le mie emozioni e le mie esperienze hanno preso forma in un film di 112 minuti, che non vedo l&#8217;ora di presentare al mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Realizzando questo film, volevo conoscere meglio il passato della mia città natale, Rijeka/Fiume, ma anche comprendere il suo stato attuale da una nuova prospettiva. Durante questo percorso, ho incontrato centinaia di concittadini che hanno voluto partecipare al film, sia davanti che dietro la macchina da presa. Ho conosciuto autisti, politici, netturbini, archivisti, portieri, cuochi, musicisti, professori, traduttori e camerieri, ognuno con idee su come avrebbe dovuto essere questo film. Ho anche dialogato con storici di vario tipo, da quelli che vedevano D&#8217;Annunzio come una versione più folle di Mussolini a quelli che lo consideravano il Che Guevara italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a incontrare nuove persone, ho letto migliaia di pagine su D&#8217;Annunzio a Fiume e, facendo ciò, non ho solo raccolto fatti, ma ho anche formato le mie idee politiche. Un&#8217;idea, tuttavia, è rimasta chiara fin dall&#8217;inizio: un sentimento espresso in un pamphlet politico pubblicato a Fiume nel 1922, poco dopo la partenza di D&#8217;Annunzio: &#8220;Viva Fiume libera e indipendente da ogni specie di salvatori, di liberatori e di protettori!&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho realizzato questo film insieme ai miei concittadini e per i miei concittadini, costruendo una narrazione cronologica che, spero, potremo raccontare alle nuove generazioni. Spero anche che il nostro film aiuti il pubblico fuori da Rijeka a riflettere su quanto conoscono la storia della propria città natale e su come queste storie vengono ricordate e tramandate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un saggio meno noto del 1960, Pier Paolo Pasolini definì l&#8217;occupazione di Fiume da parte di D&#8217;Annunzio una &#8220;pagliacciata narcisistica&#8221;: D&#8217;Annunzio vedeva Fiume come un terreno di gioco personale, un luogo dove poteva sperimentare e mettere in pratica tutto ciò che gli veniva in mente. Con questo film ho voluto mantenere l&#8217;idea di D&#8217;Annunzio di Rijeka/Fiume come un terreno di gioco, ma questa volta sono i cittadini di Rijeka a giocare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Igor Bezinović</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Igor Bezinović è nato a Rijeka, che oggi fa parte della Croazia, ma che all&#8217;epoca apparteneva alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, e prima ancora in parte al Regno d&#8217;Italia e in parte al Regno di Jugoslavia, prima ancora allo Stato Libero di Fiume, e prima ancora alla Reggenza Italiana del Carnaro, e ancora prima all&#8217;Impero Austro-Ungarico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i suoi film <em>The Blockade</em> (Premio Oktavijan per il miglior documentario croato nel 2012), Veruda Premio Oktavijan per il miglior documentario croato nel 2015) e <em>A Brief Excursion</em> (Premio Big Golden Arena per il miglior lungometraggio croato nel 2017), oltre a numerosi cortometraggi di ogni genere e forma. Le sue opere sono state presentate a livello internazionale. </p>
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		<title>Un semplice incidente</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/un-semplice-incidente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 15:58:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film in rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[Iran, oggi. Una famiglia sta tornando verso casa e durante il tragitto la macchina finisce in panne. Nell’officina dove viene portata in riparazione uno dei meccanici si accorge che il conducente, il padre di famiglia, ha qualcosa di sospetto: il rumore della sua camminata, il cigolio di una protesi agli arti inferiori, gli ricorda qualcosa [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Iran, oggi. Una famiglia sta tornando verso casa e durante il tragitto la macchina finisce in panne. Nell’officina dove viene portata in riparazione uno dei meccanici si accorge che il conducente, il padre di famiglia, ha qualcosa di sospetto: il rumore della sua camminata, il cigolio di una protesi agli arti inferiori, gli ricorda qualcosa del suo passato. Nato dall’esperienza di Panahi in carcere, il film segna una svolta nello stile del regista, più libero e capace di fondere momenti quasi umoristici nella struttura drammatica. “Un film che è una dolorosa e sincera riflessione su come la società civile dovrebbe o potrebbe reagire di fronte alla violenza del regime” (Paolo Mereghetti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Palma d’oro a Cannes 2025.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intervista a Jafar Panahi</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa è successo nella tua vita dopo il film del 2022 <em>Gli Orsi non esistono</em>?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono entrato in una nuova fase come regista. Dal mio primo film Il palloncino bianco, nel 1995, fino a Offside, mi ero concentrato sulle problematiche che incontravo in quanto regista. Ovviamente c&#8217;erano già delle pressioni, ma io mi concentravo sulla ricerca di soluzioni ai problemi che riguardavano la regia dei miei film. Poi, dopo essere stato arrestato la prima volta nel 2010, mi è stato vietato di viaggiare o di girare film e la mia attenzione si è spostata sulla mia situazione personale. Prima l&#8217;obbiettivo della mia telecamera era puntato verso l&#8217;esterno, ma da quel momento si è rivolto verso l&#8217;interno, verso ciò che stavo vivendo, e questo si vede chiaramente nei film che ho realizzato, da In film nist a Gli orsi non esistono. Ora che le restrizioni che mi erano state imposte sono state revocate, ho sentito il bisogno di guardare di nuovo verso l&#8217;esterno ma di farlo in modo diverso, sulla scorta di tutto ciò che ho vissuto, compresa la seconda condanna che mi ha riportato in carcere dal luglio 2022 al febbraio 2023. Quindi oggi l&#8217;obbiettivo della telecamera è di nuovo rivolto verso l&#8217;esterno, ma con un punto di vista diverso rispetto a prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Diresti che le due condanne che ti hanno portato in carcere hanno segnato l&#8217;evoluzione del tuo lavoro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ma in modo diverso. La prima volta che sono stato incarcerato, ho passato 15 giorni in isolamento e poi sono stato trasferito in una cella dove c&#8217;erano solo altre due o tre persone. Non vedevo quasi mai nessuno. Invece la seconda volta ero circondato da molti altri detenuti, persone provenienti da contesti molto diversi. Ho avuto lunghe conversazioni e scambi con loro durante i sette mesi che ho passato in prigione. Quando mi hanno rilasciato dopo lo sciopero della fame, mi sentivo disorientato. Non sapevo come vivere fuori dal carcere. Ero combattuto tra il sollievo di essere libero e l&#8217;attaccamento a coloro che avevo lasciato. E quella tensione è rimasta con me. Ancora non riesco a liberarmene.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando dici che le restrizioni sono state revocate, è ufficiale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, la sentenza che mi vietava di girare film, scrivere, rilasciare interviste e viaggiare è stata ufficialmente annullata. Ma nella pratica continuo a muovermi ai margini: ad esempio, non avrebbe senso sottoporre la sceneggiatura di questo film all&#8217;approvazione delle autorità, quindi non ho altra scelta che continuare a lavorare al di fuori del sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Diresti che <em>Un semplice incidente</em> è il risultato diretto dalla tua seconda incarcerazione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Assolutamente sì. Fin dall&#8217;inizio, i miei film hanno sempre affrontato ciò che accade nella società e nel mio ambiente circostante. Quindi, naturalmente, trascorrere sette mesi nel contesto molto specifico di una prigione non poteva che trovare spazio nel mio cinema. Quando sono stato arrestato la prima volta, nel 2010, durante l&#8217;interrogatorio mi hanno chiesto: &#8220;Perché fai questo tipo di film?&#8221;. Ho risposto che i miei film si basano sulla mia esperienza personale della realtà. E quindi, in qualche forma, anche cioè che stavo vivendo in quel preciso momento sarebbe inevitabilmente apparso in un film. È successo anche in Taxi Teheran, in particolare la conversazione con l&#8217;avvocato Nasrin Sotoudeh. Ma la seconda esperienza in carcere mi ha segnato in maniera ancora più profonda. Quando sono uscito, sentivo il dovere di fare un film per le persone che avevo incontrato dietro le sbarre. Glielo dovevo. E anche se quello che racconto si basa sulla mia esperienza personale, ciò che ho vissuto io non si discosta affatto da ciò che stava accadendo nella società iraniana in senso più ampio, in particolare con la rivoluzione &#8220;Donna, Vita, Libertà&#8221; iniziata nell&#8217;autunno del 2022. Molte cose sono cambiate in quel periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come si trasforma un&#8217;esperienza del genere in un film, in particolare in questo film?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idea iniziale ha preso forma rapidamente: mi sono chiesto cosa sarebbe successo se una delle persone che avevo incontrato in prigione fosse stata rilasciata e si fosse trovata faccia a faccia con l&#8217;aguzzino che l&#8217;aveva torturata e umiliata. Questa domanda ha dato il via a un processo di scrittura con due amici sceneggiatori, Nader Saeivar e Shadmehr Rastin. Abbiamo iniziato a delineare possibili sviluppi, ma ho capito subito che ciò che contava di più era l&#8217;autenticità delle storie sulla vita in prigione e i diversi modi in cui potevano essere raccontate. Ho coinvolto una persona che ha trascorso molto tempo in prigione e che purtroppo ci è tornata: Mehdi Mahmoudian. Mi ha aiutato con i dialoghi, attingendo a ciò che accade realmente in carcere e a come le persone ne parlano in modo diverso una volta uscite.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Diresti che personaggi come Vahid, Shiva, Hamid, ecc. rappresentano qualcuno in particolare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono personaggi di fantasia, ma le storie che raccontano sono basate su eventi reali vissuti da detenuti reali. Anche la diversità di questi personaggi e le loro reazioni sono reali. Alcuni diventano molto violenti e sono animati dal desiderio di vendetta. Altri cercano di prendere le distanze da quello che è successo e pensano più a lungo termine. Alcuni erano altamente politicizzati o lo sono diventati. Altri non lo erano affatto e sono stati arrestati quasi per caso, come succede a Vahid, il personaggio principale: era un lavoratore che ha semplicemente chiesto di essere pagato. Il regime non fa distinzioni tra queste persone. Ciascuno degli altri personaggi rappresenta uno dei tanti gruppi di opposizione organizzati in modo più o meno strutturato. Questi gruppi spesso si scontrano, anche dietro le sbarre. Sono tutti d&#8217;accordo nell&#8217;opporsi al regime, ma oltre a questo… Dalla morte di Mahsa Amini e dall&#8217;ascesa di Donna, Vita, Libertà, il rifiuto nei confronti del regime si è diffuso molto. Spesso le persone non sanno con cosa sostituirlo. Oggi lo si vede chiaramente: ad esempio, molte donne ora appaiono in pubblico senza l&#8217;hijab. Questo tipo di disobbedienza civile di massa era impensabile solo pochi anni fa. Ma le scene del film, girate per strada con attrici senza velo, riflettono la realtà odierna. Sono le donne iraniane ad aver imposto questa trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questa volta hai potuto girare alla luce del sole o hai dovuto farlo di nuovo di nascosto, come per i tuoi film precedenti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dato che non ho richiesto i permessi ufficiali, che comunque non avrei ottenuto, ho dovuto ricorrere agli stessi metodi clandestini che avevo utilizzato per i film precedenti. Poco prima di concludere le riprese, sono arrivati degli agenti in borghese che mi hanno chiesto di consegnare loro tutto il materiale che avevo girato. Mi sono rifiutato. Hanno continuato a fare pressione minacciando di arrestare la troupe e di interrompere la produzione. Alla fine hanno rinunciato. Abbiamo sospeso tutto per un po&#8217; e poi abbiamo ripreso a girare. Non è successo nient&#8217;altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È importante sapere dove è ambientato il film, in quale città o regione è stato girato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No. È stato girato a Teheran e dintorni semplicemente perché era la soluzione più pratica. Ma potrebbe essere ambientato ovunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi sono gli attori?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vahid Mobasseri, l&#8217;attore che interpreta Vahid, è azero [la regione nord-occidentale del paese da cui proviene Panahi e dove è ambientato un suo film precedentel. Lavora perl&#8217;emittente televisiva locale di Tabriz e in precedenza ha interpretato l&#8217;uomo che mi ha affittato una stanza in Gli orsi non esistono. Quando non recita lavora come taxista. Maryam Afshari, che interpreta Shiva, non è un&#8217;attrice, ma un arbitro di karate. Hadis Pakbaten, che interpreta la sposa, è un&#8217;attrice teatrale. Lo sposo, Majid, è mio nipote e ha recitato anche in Taxi Teheran. Mohamad Ali Elyasmehr, che interpreta Hamid, è sia falegname che studente di teatro. Salar, l&#8217;uomo anziano nella libreria, è interpretato da Georges Hashemzadeh, attore e regista. L&#8217;unico attore cinematografico professionista è Ebrahim Azizi, che interpreta Eghbal, ma lavora solo in film al di fuori del sistema e rifiuta di partecipare a produzioni approvate dalla censura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>C&#8217;è stato qualcosa di improvvisato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">No, era tutto scritto fin dall&#8217;inizio. Quando ho scelto gli attori, ho invitato ciascuno di loro a casa mia, ho dato loro la sceneggiatura e ho chiesto se erano disposti a partecipare a un progetto potenzialmente rischioso. Una volta stabilita la fiducia reciproca con ciascuno di loro, abbiamo lavorato sulla base di quell&#8217;impegno condiviso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stilisticamente <em>Un semplice incidente</em> è molto diverso dai tuoi film precedenti. Hai pianificato in anticipo le tue scelte come regista o hai deciso come procedere durante le riprese?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente volevo seguire uno stile convenzionale, con riprese chiare e pulite incentrate sull&#8217;azione. Ma durante le riprese ho sentito che la regia doveva essere più espressiva. Man mano che i personaggi si incontravano e si avvicinavano, volevo che ci fosse più libertà nell&#8217;inquadratura e nella durata delle riprese. L&#8217;idea era che, nonostante i conflitti, sarebbero finiti tutti nella stessa inquadratura. Mi sono anche chiesto come riprendere Eghbal e se mostrarlo con proporzioni di scala diverse. Ho fatto in modo che fosse sempre da solo nell&#8217;inquadratura, che non apparisse mai insieme agli altri fino alla fine, quando si rende conto di ciò che ha fatto e allora condivide l&#8217;inquadratura con Shiva.<br>I film iraniani che criticano apertamente il regime di solito omettono i nomi del cast e della troupe dai titoli di coda. Ma questa volta no.<br>Se qualcuno avesse chiesto di omettere il proprio nome, l&#8217;avrei fatto. Ma tutti hanno voluto che il loro nome comparisse. E la maggior parte di loro verrà con me a Cannes.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi andrai a Cannes. Ma non c&#8217;è il rischio che poi non potrai più tornare in Iran?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci ho nemmeno pensato. Non potrei vivere altrove. Molti miei connazionali sono emigrati, chi per scelta, chi perché è stato costretto a farlo. Ma io non posso. Non ne ho il coraggio! Non sono in grado di vivere fuori dall&#8217;Iran. Vedremo cosa succederà. In ogni caso, questo film andava realizzato. Ora l&#8217;ho fatto e ne accetterò le conseguenze.</p>
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		<title>Miroirs No. 3</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/miroirs-no-3/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 16:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film in rassegna]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Durante una gita in campagna, Laura, studentessa a Berlino, sopravvive miracolosamente a un incidente stradale nel quale muore il suo compagno. Viene ospitata da Betty, testimone del fatto, nella sua casa di campagna. Col tempo, anche il figlio e il marito separato della donna si abituano alla sua presenza, stabilendo una precaria routine domestica. Tuttavia, l&#8217;emersione dei trascorsi personali dei protagonisti impone a Laura il confronto con il trauma e la propria identità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Christian Petzold</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Christian Petzold è nato nel 1960 a Hilden. Ha studiato letteratura e teatro alla Freie Universität di Berlino, poi regia alla Deutsche Film- und Fernsehakademie (DFFB) dal 1988 al 1994. Ha lavorato come assistente alla regia con Harun Farocki e Hartmut Bitomsky.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i suoi primi film di finzione, <em>Pilotes</em> (1995), Cuba libre (1996, Premio speciale della giuria al festival Max Ophüls) e <em>Vol sur l&#8217;oreiller</em> (1998, Premio dei produttori al festival Max Ophüls), Christian Petzold ha ricevuto nel 2001, tra gli altri riconoscimenti, il Premio del Cinema Tedesco nella categoria &#8220;Miglior film di finzione&#8221; per <em>Contrôle d&#8217;identité</em>. Si possono citare <em>Dangereuses rencontres</em> (Toter mann, 2002, Premio Grimme, Premio della televisione tedesca, Fipa d&#8217;Or a Biarritz), <em>Wolfsburg</em> (2003, Premio della critica internazionale al Panorama della Berlinale, Premio Grimme), <em>Fantômes</em> (2005, in concorso alla Berlinale, Premio della critica cinematografica tedesca), <em>Yella</em> (2007, Orso d&#8217;argento alla Berlinale e Premio del cinema tedesco per Nina Hoss), <em>Jerichow</em> (2008, in concorso a Venezia, Premio della Critica Cinematografica Tedesca), e <em>Dreileben</em> (2011, Premio Grimme e Premio della Televisione Tedesca ex aequo con Dominik Graf e Christoph Hochhäusler).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <em>Barbara</em> (2012), Christian Petzold ha ricevuto, tra gli altri, l&#8217;Orso d&#8217;Argento per la Migliore Regia alla Berlinale, il Premio del Cinema Tedesco (Medaglia d&#8217;Argento) e una nomination al Premio del Cinema Europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo <em>Barbara</em> (2012), <em>Phoenix</em> (2014) è stato premiato, tra l&#8217;altro, con il Premio Fipresci a San Sebastián, i Premi alla Regia a Lisbona e Hong Kong, il Premio del Cinema Tedesco per Nina Kunzendorf nella categoria &#8220;Miglior Attrice Non Protagonista&#8221; e il Premio alla Migliore Attrice al Seatile Film Festival per Nina Hoss.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Christian Petzold ha girato per la televisione tre episodi della serie &#8220;Polizeiruf&#8221;: <em>Kreise</em> (2015), <em>Wölfe</em> (2016) e <em>Tatorte</em> (2018) con Matthias Brandt e Barbara Auer. Nel 2018 Christian Petzold è tornato in concorso alla Berlinale con <em>Transit</em>, che ha ricevuto, tra gli altri, il Premio del Cinema Bavarese nella categoria &#8220;Miglior sceneggiatura&#8221; ed è stato nominato per il Premio del Cinema Tedesco nella categoria &#8220;Miglior film di finzione&#8221;. Come già <em>Barbara</em> e <em>Phoenix</em>, anche <em>Transit</em> è stato inserito nella classifica dei &#8220;Top Five Foreign Language Films&#8221; del National Board of Reviews negli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Undine</em> (2020) ha ricevuto, tra gli altri, l&#8217;Orso d&#8217;Argento alla Berlinale e il Premio del Cinema Europeo per Paula Beer nella categoria &#8220;Miglior Attrice&#8221;, con i premi per la &#8220;Migliore regia&#8221; e il &#8220;Miglior montaggio&#8221; al Festival del cinema di Siviglia e con le nomination al Premio del cinema tedesco e al Premio del cinema europeo nella categoria &#8220;Miglior film&#8221;. <em>Il cielo brucia</em> (2023) ha ricevuto l&#8217;Orso d&#8217;argento alla Berlinale ed è stato distribuito in Italia da Wanted Cinema. Il suo nuovo film, <em>Miroirs No. 3</em> (2025), è stato selezionato alla Quinzaine des cinéastes.</p>
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		<title>Viaggio in Italia</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/viaggio-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ArcheOpitergium]]></category>
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					<description><![CDATA[Alex e Cathy Joyce, coniugi inglesi distanti e segnati dall&#8217;incomunicabilità, si recano a Napoli per vendere una villa ereditata. Il contrasto tra la loro freddezza e la vibrante umanità del luogo fa esplodere la crisi, spingendoli verso la separazione definitiva. Tuttavia, durante un’escursione a Pompei e il coinvolgimento in una processione popolare, lo shock emotivo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Alex e Cathy Joyce, coniugi inglesi distanti e segnati dall&#8217;incomunicabilità, si recano a Napoli per vendere una villa ereditata. Il contrasto tra la loro freddezza e la vibrante umanità del luogo fa esplodere la crisi, spingendoli verso la separazione definitiva. Tuttavia, durante un’escursione a Pompei e il coinvolgimento in una processione popolare, lo shock emotivo e la riscoperta dei propri sentimenti li conducono a un&#8217;inaspettata riconciliazione.</p>
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		<title>Civiltà perduta</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/civilta-perduta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:55:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel 1925, l&#8217;instancabile esploratore britannico Percy Fawcett si addentra nel cuore dell&#8217;Amazzonia per una missione leggendaria. Accompagnato dal figlio e spinto dalla ferma convinzione dell&#8217;esistenza di una gloriosa civiltà perduta denominata &#8220;Z&#8221;, Fawcett sfida i limiti dell&#8217;ignoto per consegnare alla storia una scoperta che potrebbe cambiare per sempre la percezione del mondo antico.]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel 1925, l&#8217;instancabile esploratore britannico Percy Fawcett si addentra nel cuore dell&#8217;Amazzonia per una missione leggendaria. Accompagnato dal figlio e spinto dalla ferma convinzione dell&#8217;esistenza di una gloriosa civiltà perduta denominata &#8220;Z&#8221;, Fawcett sfida i limiti dell&#8217;ignoto per consegnare alla storia una scoperta che potrebbe cambiare per sempre la percezione del mondo antico.</p>
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		<title>Arca russa</title>
		<link>https://www.enricopizzuti.it/film/arca-russa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ArcheOpitergium]]></category>
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					<description><![CDATA[Un misterioso viaggiatore senza nome si ritrova catapultato nel Palazzo d&#8217;Inverno di San Pietroburgo all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento. Accompagnato da un enigmatico diplomatico francese, l&#8217;uomo intraprende un onirico viaggio nel tempo attraverso le sale dell&#8217;Hermitage. In questo percorso sospeso tra i secoli, i due diventano testimoni silenziosi dei fasti dell&#8217;Impero Russo, incontrando sovrani leggendari e visitatori del [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Un misterioso viaggiatore senza nome si ritrova catapultato nel Palazzo d&#8217;Inverno di San Pietroburgo all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento. Accompagnato da un enigmatico diplomatico francese, l&#8217;uomo intraprende un onirico viaggio nel tempo attraverso le sale dell&#8217;Hermitage. In questo percorso sospeso tra i secoli, i due diventano testimoni silenziosi dei fasti dell&#8217;Impero Russo, incontrando sovrani leggendari e visitatori del futuro, in una riflessione continua sul confine tra arte e storia.</p>
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